I riti di passaggio

«Unguento, unguento, mandame a la noce di Benivento supra acqua et supra ad vento et supra omne maletempo» ( dai Verbali dell’interrogatorio di Matteuccia di Francesco abitante a Ripabianca, Perugia, bruciata nel 1428).

Quando nasce il Palazzo Paolo V, il “fenomeno” delle “Streghe di Benevento” è in pieno sviluppo e probabilmente anche la dimora divenne un luogo della loro persecuzione in quanto il suo primo nucleo era “Domus Universitatis Prope Ecclesiam Catherinae”. La distruzione degli archivi vescovili rendono difficile una precisa ricostruzione dei luoghi che videro la presenza delle streghe e dei processi correlati. Non è un caso, però, la coevità: gli studi odierni concordano nel vedere in quella fase storica il passaggio da una società contadina, ad una moderna che predilige l’empirismo scientifico e con esso anche l’edificazione di luoghi simbolo del nuovo potere. Come in ogni passaggio storico, dobbiamo registrare vittime, scontri sociali, fasi di anomia. Tuttavia le tradizioni, gli usi, i legami con la propria storia non soccombono del tutto, ma vivono sotto forma di proverbi, di feste popolari, o anche semplicemente tramite un “medium” universale quale il cibo. Un universo, che in un’area a forte vocazione rurale quale quella beneventana, rappresenta un immenso giacimento culturale. La nostra sfida parte da questa valutazione, dalla voglia di riappropriarci del nostro patrimonio culturale, di far sì che divenga uno strumento di sviluppo culturale, economico e sociale del territorio che viviamo.

Palazzo Paolo V è il punto nevralgico del nostro progetto inteso quale nucleo centrale di un Distretto Culturale che include le aree vicine: dalla Basilica di Santa Sofia, patrimonio dell’Unesco, all’Hortus Conclusus con le opere di Mimmo Paladino, ai resti di epoca romana.

Si partirà dalla Via Magistrale (oggi Corso Garibaldi), strada sulla quale affaccia Palazzo Paolo V, per andare alla scoperta di quella cultura che si muove “Per terre, per bellezze e per santità”, con quei visitatori che fin dall’antichità si sono recati nella nostra Città considerata dai Romani regina viarum.

Una città luogo di passaggio di migratori, mercanti, viandanti, eserciti, pellegrini, santi, e streghe. Non a caso punto di passaggio della Via Francigena del Sud. L’attrattore culturale centrale del nucleo di palazzo Paolo V saranno, quindi, le “streghe”. Un mito culturale capace ancora oggi di suscitare curiosità, interesse, discussioni. Un elemento trasversale che ritroviamo nei fumetti (ricordiamo Amelia di Walt Disney), nei film (il più famoso è stato probabilmente “Ho sposato una strega”), nei serial (l’omonima serie televisiva è risultata vincitrice di diversi Grammy), nella musica (Fossati e non solo) e che quindi è diventato patrimonio culturale globale.

Le streghe rappresentano anche, simbolicamente, il processo di passaggio tra civiltà. Un argomento intrigante che rappresenterà il leit-motiv della nostra attività: il passaggio sarà l’elemento intorno al quale si dipaneranno le varie azioni previste.