Il Palazzo

Palazzo Paolo V rappresenta, insieme all’Arco di Traiano ed alla Basilica di Santa Sofia, patrimonio dell’Unesco, la radice storica e comunitaria della città. Nell’immaginario di molti beneventani lì è ancora il luogo del “municipio” e quindi del luogo di rappresentanza e di unità della Comunità.

Il Bando della Fondazione con il Sud “Il Bene torna comune” è un’occasione per costruire una strategia di utilizzo e rifunzionalizzazione del bene, strategia che deve essere naturalmente ed obbligatoriamente collegata ad un processo di riappropriazione del bene da parte della comunità territoriale.

Noto anche come “Palazzo di Città” o “Palazzo Magistrale”, Palazzo Paolo V prospetta su Corso Garibaldi, in pieno centro di Benevento. Sotto il pontificato di Paolo V Borghese, l’edificio è stato eretto tra il 1598 e il 1614, per ospitare il Municipio cittadino. In principio la costruzione era di modeste dimensioni: il piano terra era costituito soltanto da due ambienti, a fianco dell’atrio, mentre il primo piano ospitava unicamente l’ampia Sala della Comunità, ove si tenevano le riunioni. Più tardi il Palazzo s’ingrandì, inglobando – tra altri edifici – la Chiesa di Santa Caterina.

Per circa due secoli, fino al 1850, la Sala della Comunità ha ospitato un teatro comico. Nel 1774, fu il primo palazzo di Benevento ad avere l’illuminazione artificiale.