JANUA – Museo delle streghe Benevento

Il focus del progetto “Per Terre, per bellezza, per santità” è “JANUA, Museo delle Streghe di Benevento”.

Il museo nasce da un’attenta ricerca sui “riti di passaggio” e si muove nella direzione della Convenzione Unesco del 2003 per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale che ha portato un diverso modo di intendere i Beni Culturali (in particolare il patrimonio etnografico legato a specifici territori e comunità). JANUA non è una mostra che segue un canonico “modello documentale”, ma un’esposizione documentaria di “modello partecipativo” della comunità come agente attivo nella identificazione e nella salvaguardia del bene musealizzato.

Il museo impostato in modo divulgativo consta di una mostra multimediale interattiva raccontata con l’efficace mezzo di narrazione del cinema documentario, inteso come linguaggio multi vocale capace di trasmettere a tutti i visitatori i documenti immateriali che caratterizzano la mostra. Alla mostra multimediale si affianca un percorso sensoriale ed espositivo che sottolinea la magia nei cicli della natura.

JANUA dispone di un archivio scientifico da cui poter attingere anche attraverso domande on line. Il nome del Museo prende spunto da Janara, seguace di Diana, termine dialettale con cui veniva e viene ancora oggi definita nel Sannio una certa figura femminile assimilabile alla strega.

Le basi scientifiche sono state ricavate da una ricerca bibliografica e soprattutto da una indagine sul campo che ha indagato sulle reminiscenze di tale tradizione nella cultura contadina ritenendo impossibile costituire un patrimonio culturale immateriale senza indagare il presente.

Durante la raccolta delle testimonianze sulle Janare, indagine effettuata in ogni paesino del Beneventano, ci si è trovati davanti a:

  • Fatti similari: credenza diffusa che fossero la causa del senso di oppressione sul petto che si avverte stando sdraiati, racconto dei cavalli nelle stalle con la criniera intrecciata o sudati per essere stati cavalcati tutta la notte, riconoscimento delle Janare recandosi alla messa della notte di Natale con una falce messoria nascosta sotto il cappotto (le donne che non riescono ad abbandonare la chiesa sono Janare);

  • Fatti singolari: rapimento dei neonati dalle culle per passarseli tra loro gettandoli sul fuoco e, terminato il gioco, farli ritrovare sotto i letti dei genitori.

La maggior parte delle interviste colloca il potere delle Janare nella sfera della nascita. Si narra che fossero capaci di causare aborti, di generare deformità nei neonati facendo loro patire atroci sofferenze, che toccassero come una folata di vento i dormienti.

Zio Liberuccio passando di notte per quel posto ebbe lo spiacere di assistere al butiperio, era una cerimonia in cui si venerava il “bruttabbestio”, ogni simbolo cristiano veniva capotato e sputazzato. Egli, corso a casa, raccontò alla moglie tutto ciò che aveva visto, la mattina seguente fu trovato morto nel suo letto.” – (Testimonianza di Vittorio P., raccolta a Pago Veiano)

Vidi uno Irolo (vortice di vento) dove c’erano donne che calpestavano la croce, altre che con alcuni uomini si orziavano e altre ancora che si cospargevano di sangue di criaturi.” – (Testimonianza di Italo M., raccolta a Pietrelcina)

 

Orari di apertura (salvo diverse disposizioni):

Estivo: Martedì/ Domenica 9.30/13.00 – 16.00/19.00

Invernale: Martedì/Domenica 9.30/13.00 – 15.00/18.00

Chiuso il lunedì

 

Costo biglietto:

Intero 4,00 €

Ridotto 2,00 €

(Bambini dai 6 ai 14 anni; Insegnanti; Adulti di età superiore ai 65 anni, Gruppi oltre le 20 persone; Possessori della tessera del Touring Club; Studenti previa esibizione del libretto universitario se dopo i 18 anni).

Gratuito

(Bambini di età inferiore ai 6 anni; Persone diversamente abili; Professionisti dei Beni culturali accreditati presso il Museo solo i dipendenti del MIBAC – Ministero dei Beni e Attività culturali – e i dipendenti delle Soprintendenze; Docenti universitari accreditati presso il Museo di Discipline inerenti il Museo; Insegnanti e accompagnatori di scolaresche in visita al museo – uno ogni 15 alunni; Guide turistiche previa esibizione del distintivo).